BOLOGNA. Con Roberto Sebastian Matta i riflettori si riaccendono sul surrealismo.
E' dedicata alla figura del pittore surrealista Roberto Sebastian Matta la mostra che si apre con il vernissage del 20 settembre (ore 18,30) alla Galleria d'Arte Maggiore e espone olii, sculture e tecniche miste di questo pittore, scultore e architetto che, scomparso novantenne nel novembre 2002, è stato un portabandiera del surrealismo contemporaneo.
Cileno di nascita, parigino di adozione Matta conobbe e lavorò con alcuni dei maggiori nomi dell'arte contemporanea da Le Corbusier a Gropius, da Henry Moore a Breton e a Duchamp e Salvador Dalì grazie al quale, nel 1938 entrò nel novero degli artisti surrealisti per non uscirne più. La sua è una pittura inconscia e onirica.
Per la Seconda Guerra mondiale ripara in Usa con Tanguy conoscendo i surrealisti e dadaisti americani infleunzando nomi come Pollock, Rothko e Gorky, ma alla fine anche se stesso facilitando la nascita dell'Espressionismo Astratto.
A fine degli anni '50 Matta era diventato un artista noto al livello mondiale, e vent'anni dopo viene considerato uno dei 10 migliori pittori contemporanei anche se il surrealismo era declinato già dagli anni '60. Il suo impegno si fece sentire anche in Italia dove a Tarquinia realizzò una scuola di ceramica, uno studio e una sala espositiva.
E con lui la Galleria d'Arte Maggiore G.A.M. apre la stagione, con un omaggio proprio a Matta; le opere dell'artista cileno, sostenute da sempre da Franco e Roberta Calarota, sono entrate in collezioni pubbliche e private tra le più importanti del mondo con un interesse costante da parte dei collezionisti a causa dell'attualità delle tematiche affrontate da Matta che poco prima di morire, inaugurò una mostra di sue realizzazioni.
Dalle pitture ad olio con quel segno incisivo e poco formale, ma capace di accendere l'osservazione e suscitare fascino, alle sculture, i suoi totem, il lavoro di Matta ha come protagonista assoluto l'essere umano, l'individuo nelle sue sfaccettature e nel suo rapporto con l'universo ed è proprio questo il cammino proposto dalla mostra, un cammino rivoluzionario e sensibile che sarà visitabile fino al 20 gennaio.
Le Gallerie GAM sono a Bologna e a Parigi (www.maggioregam.com)
Le immagini sono prese dal sito www.settemuse.it
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